Una serie di telefonate sospette, una tecnica ormai purtroppo conosciuta e un epilogo che racconta molto più di una semplice indagine. A Procida i Carabinieri sono intervenuti per contrastare la truffa della finta rapina in banca, imbattendosi in un ragazzino di appena 13 anni coinvolto nel raggiro ai danni di un’anziana. Una vicenda che, oltre all’aspetto giudiziario, ha fatto emergere una situazione familiare complessa e il coinvolgimento di un minore in un contesto criminale.
Le telefonate del falso carabiniere
L’allarme è scattato dopo diverse segnalazioni arrivate ai Carabinieri della Stazione di Procida da parte dei cittadini. Il copione delle chiamate era sempre lo stesso: il truffatore si presentava come un appartenente alle forze dell’ordine e raccontava alla vittima di una presunta rapina in banca. «Signora siamo i carabinieri, hanno appena perpetrato una rapina in banca e dalle telecamere si vede la sua auto, deve dimostrare la sua innocenza». Con questa scusa veniva chiesto…
