Salerno, propaganda jihadista su TikTok: 33enne tunisino ai domiciliari con braccialetto elettronico

Salerno, propaganda jihadista su TikTok: 33enne tunisino ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Nella mattinata del 21 ottobre, al termine di una complessa indagine antiterrorismo, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) – Sezione Anticrimine di Salerno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di O.S., 33enne di origine tunisina, residente nel comune di Sicignano degli Alburni.

Il provvedimento, emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, è stato disposto su richiesta della Procura della Repubblica – Gruppo Antiterrorismo, che coordina le attività investigative.

Le accuse: propaganda e apologia del terrorismo online

L’uomo è gravemente indiziato del reato di istigazione a delinquere e apologia di più delitti di terrorismo commessi attraverso l’uso di strumenti informatici e telematici (art. 414 commi 1, 2 e 3 del codice penale), aggravato dall’utilizzo dei social network come mezzo di diffusione.

Secondo quanto emerso, attraverso il proprio profilo TikTok, il 33enne avrebbe pubblicato oltre 200 video e immagini inneggianti alla jihad islamica e allo Stato Islamico (ISIS), esaltando i suoi leader, le pratiche violente, il martirio e l’odio verso gli “infedeli” e gli apostati.

Il materiale apologetico, contraddistinto da un alto livello di diffusione (grazie a un elevato numero di follower, condivisioni e interazioni), avrebbe potuto favorire processi di radicalizzazione e emulazione di condotte violente, aumentando il rischio di adesioni all’estremismo jihadista.

L’indagine del ROS e della Polizia Postale

Le indagini, coordinate dalla Procura Antiterrorismo di Salerno, sono state avviate dopo una segnalazione della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica di Ancona, che aveva individuato su TikTok un account riconducibile al 33enne.

Gli investigatori hanno quindi avviato una capillare attività di monitoraggio, comprensiva di intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a servizi di osservazione e analisi dei contenuti pubblicati online.

Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha documentato una condotta reiterata e pervicace, proseguita anche dopo una perquisizione eseguita nell’ottobre 2024.

Nonostante il precedente controllo, l’indagato avrebbe continuato a diffondere contenuti di propaganda jihadista, manifestando adesione ai principi e alle strategie comunicative riconducibili alle organizzazioni terroristiche di matrice islamica.

Il G.I.P. del Tribunale di Salerno, valutati gli elementi raccolti, ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria per disporre la misura cautelare domiciliare con braccialetto elettronico.

L’inchiesta conferma l’attenzione crescente delle autorità italiane nei confronti del fenomeno della propaganda terroristica sui social network, canale sempre più utilizzato per la diffusione di ideologie estremiste e per il reclutamento di nuovi adepti.

L’azione sinergica tra Procura Antiterrorismo, ROS dei Carabinieri e Polizia Postale rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza nazionale e la prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione digitale.

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